Tragedia e salvezza – Massimo Cacciari ospite dell’Ateneo

Giovedì 28 aprile alle 17.45

nell’aula magna del Polo Zanotto 

Massimo Cacciari

ospite dell’Ateneo incontro dal titolo “Tragedia e salvezza” 

Massimo Cacciari, filosofo e politico veneziano, sarà ospite in università dove terrà una lezione sul tema “Tragedia e salvezza”. Dialogherà con lui Adriana Cavarero, ordinario di Filosofia politica dell’università di Verona. Il convegno si svolgerà giovedì 28 aprile alle 17.45 nell’aula magna del Polo Zanotto. L’ingresso è libero e gratuito.

Il corso di Filosofia politica dell’ateneo scaligero, coordinato da Cavarero, non si accontenta di studiare il pensiero dei filosofi sui libri. Docente d’eccezione sarà infatti Massimo Cacciari che per cinque lezioni intratterrà gli studenti sul tema della tragedia antica e sul concetto di tragico. Il primo incontro, intitolato “Tragedia e salvezza”, si svolgerà giovedì 28 aprile alle 17.45 ed è inserito nella rassegna “Facoltà di comunicare”, ideata dalla facoltà di Lettere e filosofia e in collaborazione con “Are we human – La salvezza”. Il progetto si articola in tre ambiti: una rassegna di performances, una sezione dedicata alla didattica e un ciclo di conferenze.

Filosofo, politico e ordinario di Estetica al San Raffaele di Milano, Cacciari è stato consigliere regionale del Veneto, deputato sia del Parlamento italiano sia di quello europeo e sindaco di Venezia. Attualmente è prorettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele, che ha contribuito a fondare.

Per maggiori in formazioni: www.lettere.univr.it

Il ballo della taranta. Rito, terapia e spettacolo

Venerdì 18 marzo

Ore 19.00 – 21.00, Aula Magna Polo Zanotto

Il tarantismo come fenomeno sociale e culturale nella sua interpretazione coreutico-musicale ad opera di Libera Totaro, con la partecipazione di Andrea Martes e Gabriella Natali, l’accompagnamento musicale del gruppo Progetto Satyria (percussioni, tamburi a cornice, fisarmonica, organetto, clarinetto, chitarra, ghironda, chitarra battente, violino, organetto e voce) e di Daniele Pasquali alla chitarra. Fonico Giovanni Garoia.

Lo spettacolo organizzato per la prima volta dal Circolo della Rosa il 17 ottobre 2009 (in scena al Teatro Centro Mazziano) nasce da un’idea di Libera Totaro. Fenomeno che interessa diverse branche del sapere, il tarantismo, che ebbe la sua culla originaria nel Salento, un tempo era presente in diverse regioni dell’Italia meridionale e in forme affini in varie aree del Mediterraneo.

Seppur oggi risulti estinto nelle sue forme storicamente riportate il fenomeno del tarantismo è al centro dell’attenzione di etnologi, psicologi e storici della religione.

Ad introdurre al pubblico “Il ballo della taranta” Nicola Pasqualiccho, docente di Storia del teatro e dello spettacolo della facoltà di Lettere dell’ateneo scaligero.

Interpreti

Accompagnamento musicale del gruppo:PROGETTO SATYRIA

Domenico Candellori Percussioni e tamburi a cornice 
Carmine Capobianco
Fisarmonica, organetto e clarinetto
Antonio Stragapede: chitarra
Domenico Celiberti
Chitarra Battente, Violino, Organetto e voce 
Carla Marulo
Voce e tamburi a cornice

Con la partecipazione di
Daniele Pasquali chitarra
Andrea Martes danza
Gabriella Natali danza

Fonico: Giovanni Garoia

Il tarantismo

Il tarantismo affonda le sue radici nei culti dedicati al dio Dioniso e, dopo essersi affermato nel Medioevo, è approdato ai giorni nostri assumendo caratteristiche che lo differenziano notevolmente rispetto alle sue storiche origini. Il fenomeno si presenta come un singolare comportamento umano in cui una persona, generalmente una donna, ritiene di essere stata morsa da una taranta e dà inizio ad un’estenuante danza che può durare giorni e settimane, allo scopo di liberarsi dai nefasti effetti provocati dal veleno inoculato dall’aracnide.

Nel tarantismo l’orizzonte mitico-coreutico-musicale conferisce ai suonatori il carattere di esorcisti, di medici e di artisti: dal loro intervento e dalla loro abilità dipende la guarigione dei “tarantati”. I “tarantati” sono stimolati alla danza da alcune particolari musiche che rientrano nell’ambito del patrimonio tradizionale, mentre restano insensibili ad altre melodie. Allo scopo di individuare il motivo affine all’animo del paziente in crisi, i musicisti devono dunque eseguire una sorta di indagine musicale capace di indurre il paziente alla trance.

La musica, dunque, nel tarantismo ha il potere di scatenare la frenetica danza risolutiva della crisi ristabilendo l’equilibrio psichico della persona e, di conseguenza, anche l’ordine sociale.

Da: http://www.infinitamente.univr.it/spettacoli.html#taranta